
Origins
Quando ero bambino, mia nonna mi raccontava sempre una storia, quella del Piatto Blu, una leggenda brasiliana che narra di un bambino incantato dalla ceramica Blu che sua nonna aveva nella credenza, l’ultima di una collezione di 92 patti che le era stata tramandata dai suoi avi. Quel che ricordo è il velo di mistero che posava sulla raffigurazione di quel Piatto Blu, due amanti dell’Antica Cina che la leggenda narra essere una principessa ed un plebeo, lacerati da un amore impossibile e della cui storia la nonna per una qualche ragione non raccontava tutto, sebbene il bambino sapesse che dietro c’era molto più di quello che gli veniva detto. Mi colpiva il desiderio vivo di quel bambino di poter mangiare almeno una volta in quel Piatto Blu, che sua nonna aveva usato raramente per i suoi eventi più importanti a cui a lui non era permesso partecipare. Un giorno, attraversando una delle strade di Manhattan, mi cadde lo sguardo su una lavagna che riportava il menu di un ristorante “Today Special: The Blue Plate” e fu irresistibile la voglia di sapere cosa fosse. Il ristoratore mi rispose che il Piatto Blu era una moda molto comune tra gli Anni ’20 e gli Anni ’50 e si trattava di un piatto unico ed economico contenente diversi elementi separati che veniva consumato dai lavoratori. Mi disse che molti ristoranti stavano riportando in auge la tradizione del Piatto Blu, chiamato così per contrapporre la preziosità del piatto – che in origine veniva utilizzato solo dalla ricca nobiltà - alla semplicità del suo contenuto. Questo mi aveva riportato alla leggenda del Piatto Blu che mi raccontava mia nonna, una storia attraverso la quale voglio raccontare della mia passione, dei miei ricordi, della mia cucina. Permettetemi di portare il mio Piatto Blu sulla vostra tavola.
lo Chef
Sono convinto del fatto che attraverso la cucina si esprima il proprio rapporto con la terra, i sensi ed il corpo. Per questo sono molto legato al Brasile, dove sono cresciuto e dove mi sono formato, anche grazie alle grandi personalità con cui ho avuto la fortuna di collaborare, tra cui lo chef Alex Atala (D.O.M. Restaurante, ** Michelin, San Paolo).
Ma sono fortemente legato anche alle mie origini, a cui ho fatto ritorno. I miei nonni erano italiani, e quando sono arrivato in Italia alcuni anni fa, mi sono innamorato della sua cultura gastronomica, che conoscevo solo in parte, e che ho consolidato collaborando con lo chef Massimo Bottura (Osteria Francescana, *** Michelin – Casa Maria Luigia, Modena).
La combinazione di questi elementi di cultura gastronomica mi spinge a creare qualcosa di diverso, qualcosa che può rendere la tua cena unica e speciale.
